Archeologia nel Lazio | Gruppo di Ricerca

Il gruppo di ricerca Archeologia nel Lazio opera in un contesto regionale che, fin dall’antichità, si configura come un crocevia di culture. I ricercatori dell’ISPC coinvolti nelle attività del gruppo sono impegnati in progetti scientifici dedicati ad alcuni dei siti archeologici più rappresentativi dell’alto Lazio, distribuiti nelle province di Roma, Viterbo e Rieti (Veio, Cerveteri, Civita Castellana, Norchia, Bisenzio, Cottanello e il territorio della Sabina tiberina), nonché in comprensori del Lazio meridionale particolarmente ricchi di testimonianze archeologiche; tra le aree oggetto di indagine rientra, ad esempio, un tratto dell’Appia Antica compreso tra Fondi e Itri.

Si tratta di progetti di carattere storico-archeologico e topografico, in parte avviati nell’ambito del CNR già a partire dagli anni Settanta del Novecento, e in parte sviluppatisi successivamente in risposta all’evoluzione delle linee di ricerca dell’Ente. Nel tempo, l’oggetto di studio si è progressivamente ampliato: dall’analisi delle civiltà preromane fiorite nella regione e dei relativi popoli (Etruschi, Sabini, Falisci e Latini), si è giunti a includere l’insieme delle testimonianze delle culture antiche del territorio, comprendendo anche le fasi di età romana, tardoantica e medievale.

Sono inoltre al centro dell’attenzione del Gruppo le proiezioni extraregionali della civiltà etrusca, come ad esempio l’area apula e quella della Basilicata, sulle quali l’influenza culturale dell’antico popolo tirrenico ha avuto un effetto particolarmente fecondo, interagendo in maniera “orizzontale” con quella greca: attraverso la mediazione campana le aree culturali della Puglia e della Basilicata (con i suoi vari distretti) entrarono, infatti, in contatto con le progredite esperienze “tirreniche”.

Metodologie

Il gruppo di ricerca è composto da archeologi specialisti di protostoria e di culture italiche, etruscologi, archeologi classici, topografi, geologi e tecnici esperti di rilievo, che operano in modo pienamente interdisciplinare. Le metodologie adottate riflettono le principali declinazioni dell’archeologia contemporanea, comprendendo ambiti quali l’archeologia urbana, dei paesaggi, del sacro, della morte e della produzione. Le indagini riguardano aree di abitato, contesti sacri, necropoli, complessi residenziali, opere pubbliche, nonché insediamenti e infrastrutture territoriali.

Le attività di ricerca prendono avvio dalla ricognizione territoriale e dallo scavo archeologico, quest’ultimo preceduto, ove necessario, da sondaggi geognostici. Le indagini sul campo coinvolgono équipe articolate di specialisti che collaborano in maniera integrata nelle diverse fasi operative.

Particolare attenzione è dedicata all’impiego di metodologie avanzate per il rilievo, la documentazione e l’archiviazione dei dati. L’elaborazione e la visualizzazione delle informazioni geografiche avvengono attraverso sistemi GIS, carte tematiche e storymap, anche grazie al contributo delle competenze sviluppate in altri laboratori e gruppi di ricerca del CNR ISPC.

Una rete di specialisti per l’archeologia del territorio

Il gruppo di ricerca è impegnato in progetti interdisciplinari realizzati in collaborazione con altri Istituti CNR, Soprintendenze, Parchi, Musei ed Enti locali, operando in sinergia con istituzioni accademiche italiane e straniere; in questo contesto, il gruppo persegue l’obiettivo di contribuire alla conoscenza, tutela e valorizzazione dei siti archeologici del Lazio e delle testimonianze materiali diffuse nel territorio regionale.

In linea con la Terza missione degli Enti pubblici e delle Università e con i principi della Convenzione di Faro, il gruppo promuove la diffusione dei risultati della ricerca tramite diverse forme di archeologia pubblica e partecipata.

Il gruppo aderisce inoltre alla rete dei Laboratori del Distretto Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali (DTC) del Lazio, attraverso il Laboratorio di Archeologia (ArcheoLab), nell’ambito della Rete 9 dedicata alle “Tecnologie per le scienze dell’antichità, la storia, l’archeologia, la storia dell’arte e la geografia”.

Produzioni editoriali in ambito CNR ISPC

Il Gruppo dispone di un periodico scientifico di riferimento Mediterranea. Studi e ricerche sul Mediterraneo antico, e di numerose collane editoriali, alcune delle quali attive da molti anni:

Attività didattica e alta formazione

Ricercatori e ricercatrici del Gruppo sono titolari di insegnamenti presso diversi Atenei e partecipano a Collegi di Dottorati di Ricerca:

  • Archeologia degli insediamenti tardoantichi, Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici, Università di Bologna
  • Etrurien zwischen Spätbronze- und Früheisenzeit. Materielle Kultur und Sozialgeschichte, BA- und MA-Seminar, Johannes Gutenberg-Universität Mainz
  • Dottorato di Ricerca in Filosofia, Università di Roma Tor Vergata
  • Dottorato di Ricerca in Letterature e Culture Classiche e Moderne, Scuola di Scienze Umanistiche, Università di Genova
  • Dottorato di Ricerca in Patrimoni Archeologici, Storici, Architettonici e Paesaggistici Mediterranei: Sistemi Integrati di Conoscenza, Progettazione, Tutela e Valorizzazione (PASAP Med), promosso congiuntamente da UNIBA, POLIBA e CNR ISPC
  • Dottorato di Ricerca in Archeologia, Storia e Scienze dell’Uomo, Università di Sassari
  • Dottorato Nazionale in Heritage Science – PhD-HS.it, Sapienza Università di Roma

Per approfondimenti sulle attività di alta formazione visita la sezione dedicata.

Alta Formazione CNR ISPC

Staff Archeologia nel Lazio

Associati al Gruppo Archeologia nel Lazio

Paola Moscati, Ricercatrice emerita CNR ISPC

Come contattarci

Referente del Gruppo di ricerca: Carla Sfameni

gralgroup@ispc.cnr.it

Progetti e attività di ricerca

Studi e ricerche sulle necropoli rupestri; storia dell’architettura funeraria rupestre, relazioni e contatti culturali con complessi analoghi in area mediterranea.

Le attività di ricerca sull’Etruria meridionale interna riguardano siti sia etruschi che falisci. Accanto a studi di natura topografica (come quello approntato con la Società Geografica Italiana sulla Provincia di Viterbo o quello su Falerii Veteres), si sviluppano ricerche su grandi complessi funerari o monumenti di rilevante pregio architettonico come la necropoli rupestre di Norchia, finalizzate all’edizione di pubblicazioni scientifiche utili alla tutela preventiva, conservazione, valorizzazione e fruizione del patrimonio culturale indagato, alla progettazione di parchi archeologici e allestimenti museali e alla realizzazione di carte tematiche informatizzate ad uso dei piani regolatori degli Enti territoriali (resp. Laura Ambrosini).

Studi sulla cultura figurativa, sui processi produttivi, sulla tecnologia e sulla circolazione dei manufatti.

L’attività di ricerca sull’artigianato artistico si sviluppa in differenti rami:

  1. studio sulla produzione ceramica, bronzistica, glittica, pittorica, etc., compresa l’archeometria della ceramica e dei metalli;
  2. il Corpus Speculorum Etruscorum;
  3. la ricontestualizzazione degli specchi prenestini (Corpus delle Ciste Prenestine).

(resp. Laura Ambrosini).

Prendendo spunto dal progetto di studio e riedizione del ricco complesso funerario con armi 104 del Fondo Artiaco a Cuma, la linea di ricerca si prefigge di indagare sia le reti di significato esistenti tra figure emergenti in Etruria meridionale e in Campania, in particolare attraverso l’esame delle cd. “insegne del potere”, sia l’interazione tra i locali e i “newcomers” durante l’orizzonte pre- e coloniale (resp. Andrea Babbi).

Scavi nell’area urbana, ricerche sull’organizzazione territoriale, pubblicazione di complessi archeologici della città e della necropoli.

La ricerca mira ad approfondire la conoscenza di questa metropoli tirrenica, con interventi di scavo nell’area urbana e nel suo territorio, mirati a ricostruire la sua storia urbanistica e architettonica. Attualmente è in corso un intervento di scavo in concessione ministeriale (dal 2014) nel santuario del Manganello, sul versante settentrionale della città, che prevede anche l’esplorazione di cavità ipogee, in collaborazione con gli speleologi della onlus ASSO. Il progetto gode dal 2019 del sostegno della Fondazione Luigi Rovati di Monza (resp. Marco Arizza).

Lo studio mira ad indagare con prospettiva storico-archeologica alcune tipologie di manufatti antichi provenienti da collezione e da contesti di scavo, con particolare riguardo ai bronzi etruschi e romani e alle terrecotte architettoniche romane. La villa di Cottanello ha restituito un ricco complesso di terrecotte del tipo noto come Campana, appartenenti alla decorazione di diverse parti dell’edificio. L’importanza di tale nucleo fittile ha reso possibile lo sviluppo di studi approfonditi su questa produzione, tipica soprattutto dell’età augustea, sia in relazione alla stessa villa (attraverso analisi tipologiche, catalogazione informatizzata, ricostruzioni virtuali e studi archeometrici sull’argilla), sia in relazione ad altre ville della zona, in particolare la Villa dei Volusii Saturnini a Lucus Feroniae, da dove provengono numerosi esemplari del tipo. (resp. Alessandra Caravale).

Formazione delle aristocrazie e identità sociale, il “dono” e gli oggetti di prestigio, con approfondimento delle questioni relative agli stretti contatti culturali intercorsi tra la Puglia centro-settentrionale e l’area tirrenica, con particolare riferimento alla presenza dei numerosi oggetti di prestigio importati e deposti nei corredi di individui di spicco posti al vertice delle comunità, al loro significato e alla simbologia sottesa. Fondamentale anche l’approccio allo studio dei contesti focalizzato sull’approfondimento dell’identità sociale del defunto e alle forme di autorappresentazione (resp. Andrea C. Montanaro).

Focus principale della linea di ricerca è il centro etrusco di Veio e le sue necropoli urbane e rurali, con particolare riguardo alla dimensione sociale delle pratiche funerarie, alle strategie e alle dinamiche di occupazione e sfruttamento del territorio, nonché ai materiali archeologici analizzati attraverso approcci tipologici e interpretati nei loro significati culturali. Al progetto di edizione di diverse necropoli urbane e rurali – esito sia di scavi ottocenteschi sia di indagini recenti – si affianca la ricerca sul campo in località Casa Agrifoglio, una necropoli finora mai indagata, nota solo da ricognizioni e foto aeree. Le prime evidenze, databili al VIII secolo a.C., hanno restituito tombe e corredi funerari riferibili alle élite etrusche, confermando l’eccezionale potenziale scientifico dell’area. La scoperta offre un’opportunità unica per approfondire lo studio delle pratiche funerarie, dei processi di formazione delle aristocrazie etrusche e del rapporto tra organizzazione sociale e paesaggio. Le indagini, condotte secondo metodologie di scavo stratigrafico e attraverso un approccio integrato allo studio del paesaggio e dello spazio antico, hanno confermato la straordinaria importanza del contesto per la ricostruzione di un periodo cruciale della storia etrusca (resp. Alessandra Piergrossi).

Le ricerche multidisciplinari condotte presso la villa di Cottanello (RI), svolte su concessione del MIC tra il 2013 e il 2019, hanno incluso campagne di scavo, prospezioni topografiche e geofisiche, analisi delle strutture, studi archeologici e archeometrici dei materiali, oltre alla realizzazione di ricostruzioni 3D. Il progetto prosegue attualmente con iniziative mirate all’approfondimento delle conoscenze e alla valorizzazione del sito, affiancate dallo studio di altre ville romane nel territorio della Sabina Tiberina. Grande attenzione è inoltre dedicata alla divulgazione dei risultati, attraverso strumenti digitali e numerose attività di terza missione presso i comuni della zona, in particolare in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio (resp. Carla Sfameni).

La villa romana di Cottanello

La linea di ricerca relativa a Corchiano, sito falisco in provincia di Viterbo, verte sulla pubblicazione scientifica della necropoli indagata alla fine del XIX secolo da A. Cozza e A. Pasqui nel quadro della redazione della Carta Archeologica d’Italia. I reperti rinvenuti a Corchiano sono in parte esposti nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e nel Museo Archeologico dell’Agro Falisco di Civita Castellana ed in parte conservati nei rispettivi depositi. Il volume analizzerà la fase arcaica, classica ed ellenistica della necropoli di Corchiano attraverso i corredi funerari rinvenuti nelle tombe scavate nei sepolcreti di Caprigliano, del Vallone, e lungo il Fosso del Ponte delle Tavole (resp. Laura Ambrosini).

Il progetto di ricerca si propone di esaminare la cultura materiale del Latium Vetus durante l’età Orientalizzante (VIII-VI sec. a.C.), adottando un approccio interdisciplinare che coniughi ricerca storico-archeologica, applicazioni digitali e analisi diagnostiche. Lo studio si focalizza sulle dinamiche di scambio, sulle innovazioni tecnologiche e sul ruolo dei manufatti di matrice orientale (orientalia), con particolare attenzione alla definizione dei marcatori di genere e al rilievo della figura femminile nelle evoluzioni sociali dell’epoca. Inoltre, mira anche ad analizzare la gestione dei siti archeologici e dei musei al fine di individuare i modelli più adatti per la conoscenza, la conservazione e la valorizzazione di tale patrimonio archeologico, rispettando le specificità territoriali e le esigenze delle comunità (resp. Maria Taloni).

Le oinochoai di tipo “fenicio-cipriota” costituiscono un indicatore cronologico fondamentale per il Mediterraneo tra l’VIII e il VI secolo a.C. e rappresentano un caso di studio emblematico per un approccio multianalitico e interdisciplinare, volto a comprendere meglio il complesso dibattito relativo al rapporto tra importazioni originali, produzioni locali e imitazioni ceramiche nell’Italia centrale. Questa metodologia di ricerca integra la tradizionale analisi tipologica con analisi archeometriche, finalizzate a esaminare la composizione e le tecniche di lavorazione e con applicazioni digitali, come la scansione 3D per l’analisi volumetrica, al fine di ricavare dati riguardanti la funzione dei vasi e i potenziali modelli di standardizzazione produttiva (resp. Maria Taloni).

Nell’Area della Ricerca CNR Roma 1 di Montelibretti sono presenti, oltre alle numerose sepolture pertinenti alla necropoli sabina di Colle del Forno, alcune strutture antiche, scavate negli anni ’70 al momento della realizzazione dei primi laboratori e attribuite a un edificio rustico di epoca romana. Tali strutture, inedite e ricoperte da una fitta vegetazione, sono state recentemente documentate e riconosciute come parti di una grande cisterna caratterizzata da pilastri interni. Indagini geofisiche, condotte dal Laboratorio di Geofisica dell’ISPC-Roma hanno definito l’estensione della cisterna e individuato ulteriori anomalie, suggerendo la possibile presenza di strutture connesse in un’area più ampia a sud. Il progetto intende approfondire lo studio del complesso, interpretabile come una probabile villa romana, e analizzare le fasi di occupazione del territorio, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio archeologico dell’Area della Ricerca (resp. C. Sfameni, F. Colosi).

Le ambre figurate italiche sono state considerate a lungo dagli studiosi come classi di materiali “minori” e, spesso, sono state prese in esame in modo isolato come testimonianza di un gusto accessorio rispetto alle grandi espressioni artistiche. Tuttavia, gli studi più recenti su questi pregevoli manufatti dell’Italia preromana, soprattutto valutandoli in maniera complessiva all’interno del loro contesto archeologico di rinvenimento, hanno dato nuovo valore a tali preziosi oggetti, ormai sempre più elementi di grande interesse attinenti a quelle produzioni “di lusso” al centro della vita sociale delle genti italiche della Penisola. Poiché non esiste ancora uno studio specifico, complessivo e omogeneo delle ambre intagliate rappresentanti figure umane, animali e altri soggetti, la ricerca intende affrontare la complessa problematica relativa alla probabile esistenza di diversi ateliers, con un inquadramento delle produzioni e delle officine, delineando gli aspetti distintivi e gli elementi stilistici principali delle officine. Si affronterà la questione relativa alla individuazione di quei siti, sedi di potenti famiglie dominanti, che hanno operato come centri di acquisizione e redistribuzione di questi monili, con la capacità di attrarre sia artigiani stranieri con il loro bagaglio culturale e iconografico sia di dare vita a botteghe locali (resp. Andrea C. Montanaro).

Per approfondimenti su altre attività di ricerca visita la sezione dedicata.

Progetti CNR ISPC

Principali collaborazioni

Università

  • Alma Mater Studiorum Università di Bologna
  • Cyprus University of Technology
  • Johannes Gutenberg Universität Mainz
  • Rheinische Friedrich-Wilhelms Universität Bonn
  • Sapienza Università di Roma
  • Universidade de Évora
  • Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  • Universität München
  • Università degli Studi di Napoli “Federico II”
  • Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”
  • Università degli Studi di Padova
  • Università degli Studi di Perugia
  • Università del Salento
  • University of Granada – Department of Prehistory and Archaeology
  • University of Tübingen – Institute of Prehistory, Early History and Medieval Archaeology
  • Vrije Universiteit Amsterdam

Musei e Parchi archeologici

  • British Museum, Londra
  • Direzione Regionale Musei Lazio, Roma
  • Leibniz-Forschungsinstitut für Archäologie des Römisch-Germanischen Zentralmuseums (RGZM), Mainz
  • Museo Archeologico della Città metropolitana di Bari
  • Museo dell’Agro Veientano, Formello
  • Museo delle Civiltà (Museo preistorico etnografico Luigi Pigorini), Roma
  • Museo del Louvre, Parigi
  • Museo di Belle Arti, Budapest
  • Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, Roma
  • Museo Nazionale Romano, Roma
  • Museum of Cultural History, Oslo
  • Parco Archeologico di Cerveteri e Tarquinia
  • Paul Getty Museum, Los Angeles
  • Polo Museale della Puglia, Bari
  • Regione Siciliana, Polo Regionale delle Isole Eolie per i siti culturali – Parco Archeologico e Museo Archeologico L. Bernabò Brea di Lipari

Enti

  • Centro Interuniversitario di Studi sull’Edilizia abitativa tardoantica nel Mediterraneo (CISEM)
  • Comuni di Capodimonte(VT), Cerveteri (RM), Cottanello (RI) e Marta (VT).
  • Curt-Engelhorn-Zentrum Archäometrie gGmbH, Mannheim
  • École française de Rome
  • Fondazione Luigi Rovati, Monza
  • Fondazione per il Museo “Claudio Faina”, Orvieto
  • Istituto Archeologico Germanico, Roma
  • International Association for Research on Pottery of the Hellenistic Period, Würzburg
  • Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Aerofototeca Nazionale, Roma
  • Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA), Roma
  • Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, Firenze
  • Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Roma
  • Istituto Superiore per il Restauro e la Conservazione (ISCR), Roma
  • Osservatorio Tecnologico per i Beni e le Attività Culturali (OTEBAC) – Ministero della Cultura
  • Royal Institute for Cultural Heritage (KIK/IRPA), Bruxelles/BE
  • Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’area metropolitana di Roma e della Provincia di Rieti
  • Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Etruria meridionale e della Provincia di Viterbo
  • Soprintendenza Speciale Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Roma
  • Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Puglia
  • The British School at Rome

Principali pubblicazioni

L. Ambrosini, Corpus Speculorum Etruscorum, Italia 7, Roma Museo Nazionale Romano 1. Museo delle Antichità Etrusche e Italiche. Sapienza Università di Roma. Collezione Gorga, Roma 2012.

L. Ambrosini, Norchia III. Le Tombe a Tempio con un’appendice sulla Tomba Lattanzi, CNR Edizioni, Roma 2018.

M. Arizza, Tra ostentazione e austerità. Le tombe di Veio tra VI e IV sec. a. C., Arbor sapientiae editore, Roma 2020.

M. Arizza, Il CNR a Caere tra gli anni ’80 e oggi. Percorsi di conoscenza e valorizzazione. Atti

del Convegno “Cronache Ceretane”, Roma 27/5/2023, Roma, 2025, pp. 331-340.

A. Babbi, U. Peltz, La Tomba del Guerriero di Tarquinia. Identità elitaria, concentrazione del potere e networks dinamici nel tardo VIII sec. a.C. – Das Kriegergrab von Tarquinia. Eliteidentität, Machtkonzentration und dynamische Netzwerke im späten 8. Jh. v. Chr., Mainz 2013.

A.Babbi, A. Celant, Danzando con Dioniso a nuova vita: Transkulturalität, Worlds in-between e ‘Politics of Distance’ tra Bisenzio ed Eretria nell’avanzato VIII sec. a.C., in Mediterranea. Studi e ricerche sul Mediterraneo antico, Supplementary volume n.s. 2, 2022 (2023), 43-73.

V. Bellelli et al. (a cura di), Gli Etruschi e il Mediterraneo. La città di Cerveteri, catalogo della mostra, Parigi 2013.

V. Bellelli, M. Arizza (a cura di), Cerveteri, Roma e Tarquinia. Seminario di studi in ricordo di Mauro Cristofani e Mario Torelli. Atti del convegno di Roma, Cerveteri, Tarquinia, 25-27 gennaio 2023, Roma 2025.

A. Caravale, Museo Claudio Faina di Orvieto. Bronzetti votivi, Perugia 2003; Vasellame, Perugia 2006.

F. Colosi, A. Costantini, La Sabina tiberina in epoca romana. Ricognizioni nel territorio tra Otricoli e Magliano Sabina, CNR Edizioni, Roma 2017.

F. Colosi, C. Sfameni (a cura di), Ville romane nella Sabina tiberina. Il territorio di Forum Novum, Mediterranea, Supplemento 5, CNR Edizioni, Roma 2023.

A.C. Montanaro, Processi culturali e diffusione degli oggetti di prestigio nella Puglia preromana. Le influenze dell’Orientalizzante tirrenico, in A. Naso et al. (eds.), The Orientalizing Cultures in the Mediterranean, 8th-6th Cent. BC. Origins, Cultural Contacts and Local Developments. The Case of Italy, Proceedings of the International Conference (Rome 2017), “Mediterranea”, Suppl. 2020, Roma 2021, 277-314.

A.C. Montanaro (ed.), Vasi di bronzo etruschi in Italia: produzioni regionali e diffusione tra le popolazioni italiche. Contesti d’uso, aspetti ideologici e tecnologici, in Mediterranea Supplementi, n.s. 4, 2023, Roma.

A.C. Montanaro, Ornarsi d’ambra a Rutigliano tra VI e V secolo a.C. Monili e beni di lusso dalle tombe di contrada Purgatorio, Claudio Grenzi Editore, Foggia 2024.

P. Pensabene, C. Sfameni (a cura di), La villa romana di Cottanello. Ricerche 2010-2016, Bari, 2017.

A. Piergrossi, La necropoli di Poggio Montano: un sito di frontiera nell’Etruria interna (Mediterranea, Suppl. 3), Roma 2022.

A. Piergrossi, La nascita di Veio alla luce dei recenti rinvenimenti, in A. Piergrossi, A. Babbi, M. Cultraro (edd.), Tra Protostoria e Storia: l’Etruria nel cuore del Mediterraneo. Scritti in onore di Filippo Delpino per il suo 80° compleanno (Mediterranea, Suppl. 2), 2022, pp. 151-169.

A. Piergrossi, Veii in the Eight Century BCE, in J. Tabolli (ed.), Veii – An Etruscan City, Cities of the Etruscans, 2, Austin 2019, 55-65.

M. Taloni, Le tombe di Riserva del Truglio al Museo Pigorini di Roma, Officina Etruscologia 8, Rome, July 2013.

M. Taloni (ed.), Archaeological Heritage Management. Processes and Models for Comparison across Europe and beyond. Oxbow Books, Oxford, November 2025.