Heritage Science, diagnostica avanzata e nuovi approcci integrati: i contributi del CNR ISPC alla Gordon Research Conference 2026

Dalla diagnostica mobile a raggi X allo studio dei materiali del design storico, fino alla rilettura delle collezioni del patrimonio indigeno americano: il CNR ISPC alla Gordon Research Seminar e Conference 2026 on Scientific Methods in Cultural Heritage Research con contributi che evidenziano il valore dell’interdisciplinarità, delle infrastrutture di ricerca e delle collaborazioni internazionali nell’ambito dell’Heritage Science.

Dal 12 al 17 luglio 2026 Les Diablerets (Svizzera) ha ospitato la Gordon Research Conference (GRC) on Scientific Methods in Cultural Heritage Research, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’Heritage Science. La conferenza intitolata “Integrated Approaches to Characterization and Conservation: Tracing Histories, Understanding Change, and Shaping Preservation”, ha riunito ricercatori e ricercatrici provenienti da discipline diverse per discutere nuove metodologie di studio, conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale.

La GRC si è svolta in concomitanza con il Gordon Research Seminar (GRS) on Scientific Methods in Cultural Heritage Research, tenutosi dall’11 al 12 luglio 2026 e dedicato a dottorandi, post-doc ed early career scientists. Il seminario, intitolato “Rethinking Established and Emerging Analytical Techniques for Conservation, Art History and Archaeology”, ha avuto come co-chair M. Amelia Suzuki, associata al CNR ISPC.

Tra i temi al centro del dibattito sono emersi il ruolo crescente delle infrastrutture di ricerca, l’integrazione tra scienze umane e scienze esatte, lo sviluppo di strumenti diagnostici sempre più avanzati e non invasivi e l’attenzione verso materiali e patrimoni finora meno esplorati. In questo contesto si sono inseriti i contributi presentati dal CNR ISPC, tutti accomunati da un approccio interdisciplinare e da un forte legame con le attività di E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science), infrastruttura che ha sostenuto la conferenza e di cui il CNR ISPC coordina E-RIHS.it, il nodo italiano.

Foto di gruppo CNR ISPC insieme a parte della community E-RIHS durante la Gordon Research Conference 2026.
Foto di gruppo CNR ISPC insieme a parte della community E-RIHS durante la Gordon Research Conference 2026.

Short Talks

Tra i contributi presentati dal CNR ISPC, due lavori sono stati selezionati dal comitato scientifico per una presentazione orale nell’ambito delle Short Talks, una sessione riservata a un numero limitato di ricerche individuate tra quelle inizialmente proposte come poster: il progetto “KNOT – Knowledge of Things: Reassessing the Indigenous American Heritage in Italy”, presentato da David Buti (sede di Firenze) e lo studio “Advancing in situ diagnostics of alteration products in paintings through 2D and 3D mobile X-ray imaging spectroscopy”, presentato da Eva Luna Ravan (sede di Catania).

Il progetto KNOT

La ricerca propone una rilettura delle collezioni di patrimonio indigeno americano conservate in Italia attraverso l’integrazione di analisi scientifiche non invasive, modellazione 3D, ricerca archivistica e collaborazione con le comunità di origine. Il progetto evidenzia come la conoscenza degli oggetti culturali possa nascere dall’incontro tra dati materiali, documentazione storica e prospettive delle comunità coinvolte.

Diagnostica in situ

Presentati i risultati di ricerche dedicate allo studio dei fenomeni di degrado nei dipinti. Attraverso tecniche mobili di imaging spettroscopico a raggi X sviluppate presso l’XRAYLab del CNR ISPC di Catania, lo studio ha approfondito i processi di alterazione che interessano pigmenti a base di arsenico, argentature e smalti, dimostrando il potenziale delle indagini effettuate direttamente sulle opere e nei luoghi di conservazione.

Sessione Poster

La conservazione dei materiali sintetici storici è stata invece al centro del poster presentato da Alessandra Botteon (sede di Milano), “A new perspective on design objects: a multi-analytical study of plastic materials in the Triennale Milano collection”. La ricerca, sviluppata nell’ambito del progetto PRIN 2022 PERSPECTIVE, ha illustrato i risultati di una campagna diagnostica realizzata sulla collezione di Triennale Milano grazie a un accesso alla piattaforma MOLAB di E-RIHS. L’obiettivo era identificare i materiali plastici presenti nelle opere, valutarne lo stato di conservazione e monitorarne l’evoluzione nel tempo, contribuendo alla definizione di strategie di conservazione preventiva per una categoria di beni sempre più rilevante nel patrimonio culturale del Novecento.

Un ulteriore contributo dedicato ai materiali del design storico è stato presentato da Valeria Di Tullio (sede di Roma) con il poster “From Molecular Mobility to Mechanical Properties: Non-Invasive NMR Depth Profiling of Polyurethane Degradation and Consolidation in Heritage Design Collections”. Lo studio ha mostrato come tecniche non invasive di Risonanza Magnetica Nucleare possano essere impiegate per analizzare il degrado del poliuretano e la sua relazione con le proprietà meccaniche dei manufatti, offrendo nuove prospettive per la conservazione di oggetti realizzati con materiali polimerici.

Nel loro insieme, i contributi presentati dal CNR ISPC alla Gordon Research Conference restituiscono una fotografia delle direzioni verso cui si sta orientando oggi l’Heritage Science: una ricerca capace di integrare competenze diverse, tecnologie avanzate e collaborazione internazionale per affrontare le sfide poste dalla conoscenza e dalla conservazione del patrimonio culturale.


Per approfondimenti

GRC 2026
GRS 2026
E-RIHS
E-RIHS.it
KNOT project
PRIN 2022 PERSPECTIVE
XRAYLab CNR ISPC