Premio Zeus 2026: ad Antonella Pautasso e Giuseppe Scardozzi due riconoscimenti per la ricerca archeologica del CNR ISPC
La ricerca archeologica del CNR ISPC è stata protagonista della XVIII edizione del Premio Zeus 2026 – Premio Internazionale di Archeologia Città di Ugento, che si è svolta il 12 settembre a Ugento (LE). Tra i premiati figurano infatti Antonella Pautasso e Giuseppe Scardozzi, entrambi dirigenti di ricerca del CNR ISPC, insigniti di due riconoscimenti che valorizzano l’eccellenza scientifica, l’impegno nella tutela del patrimonio culturale e il contributo alla ricerca archeologica in Italia e all’estero.

Antonella Pautasso ha ricevuto il premio nella categoria “Investimenti in ricerca – missioni all’estero” per l’attività svolta nell’ambito della Missione Archeologica Italiana a Priniàs, sull’isola di Creta, di cui è direttrice.
Nelle motivazioni del premio si evidenzia come la missione di Priniàs rappresenti una delle più longeve e significative esperienze della ricerca archeologica italiana nel Mediterraneo orientale:
“La Missione Archeologica Italiana a Priniàs, sull’isola di Creta, rappresenta una delle più longeve e significative esperienze della ricerca archeologica italiana nel Mediterraneo orientale, a partire dalle prime esplorazioni della fine dell’Ottocento Federico Halbherr e dagli scavi degli inizi del Novecento di Luigi Pernier, per giungere alle attività di Giovanni Rizza, che nel 1969 rilanciò in maniera sistematica le indagini sul sito attraverso una collaborazione tra l’Università di Catania e il CNR, poi affiancati dalla Scuola Archeologica Italiana di Atene.
L’importanza scientifica di Priniàs è legata soprattutto al fatto che il sito costituisce un osservatorio privilegiato per lo studio della transizione tra il mondo minoico-miceneo e la nascita della polis greca. Le evidenze architettoniche, urbanistiche e cultuali consentono infatti di analizzare i processi di formazione delle prime comunità urbane dell’Egeo e lo sviluppo dell’arte orientalizzante cretese: le scoperte di Priniàs, in particolare le sculture templari, sono argomento centrale nei manuali di archeologia di tutto il mondo come esempio cardine dell’arte dedalica.
Oggi la missione, diretta da Antonella Pautasso, si caratterizza per un approccio fortemente interdisciplinare e all’avanguardia. Accanto allo scavo tradizionale, vengono sviluppati progetti di documentazione digitale avanzata, studio dei materiali, archeometria e archeologia del paesaggio, volti non solo alla conservazione ma anche alla fruizione pubblica dei dati che vede il coinvolgimento delle comunità locali e l’attenzione alla fruibilità del sito da parte dei visitatori non specialisti in una forma di narrazione culturale.
Per il prestigio dei risultati conseguiti, veri capisaldi della letteratura archeologica internazionale, e per il costante contributo allo sviluppo degli studi sul Mediterraneo antico, la Missione Archeologica Italiana di Priniàs è meritevole del riconoscimento del premio Zeus”.
La motivazione del premio conferito ad Antonella Pautasso
Il Premio “Sofia Codacci Pisanelli”, assegnato nella categoria “Promotore della tutela del patrimonio storico-archeologico”, è stato invece conferito a Giuseppe Scardozzi.
Le motivazioni sottolineano il suo contributo scientifico nei campi della topografia antica, della cartografia archeologica, dell’archeologia del paesaggio e del telerilevamento applicato alla ricerca archeologica, nonché il costante impegno per la conoscenza, la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale:
“La sua attività scientifica si concentra sulla topografia antica, la cartografia archeologica, l’archeologia del paesaggio e il telerilevamento applicato alla ricerca archeologica. Nel corso della sua carriera ha sviluppato metodologie innovative per lo studio e la ricostruzione dei paesaggi storici, coordinando numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali, con particolare attenzione all’area mediterranea e all’Asia Minore. Autore di numerose pubblicazioni scientifiche, si distingue per un approccio interdisciplinare che integra archeologia, tecnologie digitali e analisi territoriale, contribuendo in modo significativo alla conoscenza e alla valorizzazione del patrimonio culturale. Per la sua dedizione alla ricerca e il costante impegno per i suoi studi sul territorio di Ugento, è senza dubbio meritevole di essere tra i vincitori del Premio Zeus.
Le ragioni del premio sono legate all’attività di ricerca, tutela e valorizzazione del patrimonio archeologico che svolgo a Ugento da 25 anni, prima con la realizzazione della carta archeologica che è stata adottata nel PRG del Comune fin dal 2005 e pubblicata in un volume monografico nel 2021 e aggiornata in un nuovo volume nel 2025, poi con gli scavi che ho diretto nel 2008-2009 presso i tumuli dell’età del Bronzo della Specchia Artanisi, con il nuovo allestimento del Museo Archeologico che ho curato nel 2023-2024 e infine con le campagne di scavo su vari tratti delle mura messapiche che dirigo dal 2024 e che sono attualmente in corso”.
La motivazione del premio conferito a Giuseppe Scardozzi
La cerimonia di consegna dei premi si è svolta in Largo Duomo a Ugento. Antonella Pautasso ha ricevuto il riconoscimento dal consigliere regionale Paolo Pagliaro, mentre Giuseppe Scardozzi è stato premiato dal vicesindaco di Ugento Massimo Lecci.
I due premi rappresentano un importante riconoscimento per il lavoro svolto dai ricercatori e dalle ricercatrici del CNR ISPC e testimoniano il valore della ricerca archeologica italiana, capace di coniugare innovazione metodologica, studio del territorio, tutela del patrimonio e cooperazione internazionale.
Per approfondimenti
Missione Archeologica Italiana a Priniàs →
Ugento. campagna di scavo 2024 →
Ugento, campagna di scavo 2025 →













