Origine ed evoluzione dell’ISPC

1947
1947

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della nazione

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della nazione

Per tracciare una linea del tempo che porta alla nascita dell’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è doveroso partire dal momento in cui si costruirono i presupposti per riconoscere il valore e il ruolo che la ricerca scientifica e il patrimonio culturale hanno per lo sviluppo culturale, sociale ed economico dell’intera nazione.

Tra i principi fondamentali della Carta Costituzionale della Repubblica, l’articolo 9 è inequivocabile: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico artistico della nazione”.

1954
1954

Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato

Convenzione per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato

La necessità di parlare di beni culturali

Nel corso degli anni, le varie vicende storiche internazionali portano in primo piano l’esigenza di affrontare il tema della protezione dei beni culturale. Per la prima volta, il concetto di beni culturali venne utilizzato dall’art. 1 della Convenzione dell’Aja del 1954, relativo proprio alla “protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato”.

1964
1964

Commissione d’indagine per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico e del paesaggio

Commissione d’indagine per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico e del paesaggio

Tutto ciò che costituisce testimonianza materiale avente valore di civiltà

Dieci anni dopo la Convenzione dell’Aja, in Italia la Commissione d’indagine per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, archeologico, artistico e del paesaggio (presieduta da F. Franceschini), apriva la strada a provvedimenti riformatori, introducendo la nozione di beni culturali come “tutto ciò che costituisce testimonianza materiale avente valore di civiltà”, al fine di unificare i preesistenti concetti normativi di inizio secolo, che concepivano i beni culturali come “cose” d’interesse storico, artistico, archeologico e di bellezze naturali.

1966
1966

Dialogo tra scienza e patrimonio culturale

Dialogo tra scienza e patrimonio culturale

Un notevole contributo della scienza ai beni culturali

In questa rinnovata visione del patrimonio culturale, la sensibilità multidisciplinare del CNR non tarda a manifestarsi. Ne è un esempio il contributo del professore Franco Piacenti, tra le figure di spicco dell’Ente, alle attività di messa in sicurezza dei beni danneggiati dall’alluvione di Firenze del 1966. Quel drammatico evento segna l’avvio di un promettente dialogo tra scienza e patrimonio culturale.

1968
1968

1968 – 1970 | Centri di Studio del CNR sul patrimonio culturale

1968 – 1970 | Centri di Studio del CNR sul patrimonio culturale

Le ricerche scientifiche sul patrimonio culturale trovano spazio all’interno di centri di studio specializzati del CNR lungo la penisola italiana. A Roma, nel 1968 nascono il Centro di Studio per l’Archeologia etrusco-italica, fondato da Massimo Pallottino e il Centro di Studi Micenei ed Egeo-Anatolici, fondato da Giovanni Pugliese Carratelli, Piero Meriggi e Carlo Gallavotti. A Montelibretti, viene fondato da Sabatino Moscati, nel 1969, il Centro di Studio per la civiltà fenicia e punica.

Nel 1970, a seguito dell’alluvione di Firenze del 1966, il prof. Piacenti, membro del Comitato di Consulenza per la Chimica del CNR, in pieno accordo con il prof. Gino Bozza, rettore del Politecnico di Milano e membro del Comitato di Consulenza per l’Ingegneria e l’Architettura del CNR, favorì l’istituzione di tre Centri di Studio sulle Cause di Deperimento ed i Metodi di Conservazione delle Opere d’Arte con sede a Milano, Firenze e Roma.

1970
1970

1970 – 1990 | CNR e ricerca scientifica sul patrimonio culturale in tutta Italia

1970 – 1990 | CNR e ricerca scientifica sul patrimonio culturale in tutta Italia

Durante questo ventennio, la ricerca scientifica sull’archeologia ed in generale sui beni culturali materiali e immateriali acquisisce un’accelerazione grazie all’istituzione, all’interno del CNR, di numerosi Istituti di ricerca scientifica sul patrimonio culturale. A Roma, nasce l’Istituto per l’archeologia etrusco-italica, nel 1970, dall’eredità delle attività del Centro di Studio per l’archeologia etrusco-italica (1968).

Nel 1978, sempre nella capitale, una unità operativa del CNR, denominata Servizio per le Scienze Sussidiarie dell’Archeologia, fornisce servizi tecnologici e scientifici all’archeologia e allo studio del patrimonio culturale. Da lì a poco, l’unità viene trasformata in un vero e proprio Istituto e nel 1981 nasce l’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC).

A Montelibretti, viene costituito nel 1982 l’Istituto per la civiltà fenicia e punica, grazie alle attività del Centro di Studio per la civiltà fenicia e punica (1969).

Nel Sud d’Italia, nel 1984, in Sicilia nasce il Centro di Studio sull’archeologia greca del CNR, fondato da Giovanni Rizza e attivo presso l’Università di Catania.

Durante il 1988, a Lecce, nasce l’Istituto per la conservazione delle opere monumentali e a Potenza prende forma l’Istituto internazionale di studi federiciani.

A svolgere una significativa azione di coordinamento e propulsione delle attività di ricerca nel campo dei beni culturali, sempre nel 1988, sarà il Comitato per la Scienza e la Tecnologia dei Beni Culturali, istituito dall’Ente.

1995
1995

1995 – 2000 | I progetti finalizzati del CNR nei principali settori strategici

1995 – 2000 | I progetti finalizzati del CNR nei principali settori strategici

A livello strategico e progettuale un punto di svolta arriva con il Progetto Finalizzato “Beni Culturali”, approvato il 28 giugno 1995, che con un finanziamento di 115 miliardi in cinque anni (1996-2000) ha l’obiettivo principale di creare un approccio sistematico e coordinato che mettesse la scienza, declinata nell’insieme delle risorse tecnologiche d’avanguardia disponibili, a servizio della conoscenza e della valorizzazione del patrimonio artistico ed archeologico del Paese.

2001
2001

Processo di riorganizzazione del CNR delle strutture impegnate nel campo del patrimonio culturale

Processo di riorganizzazione del CNR delle strutture impegnate nel campo del patrimonio culturale

Il 2001 vede un lungo processo di riorganizzazione del CNR delle strutture impegnate nel campo del patrimonio culturale. Nasce così, nel 2001, l’Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali (ICVBC), con sede a Firenze, Roma e Milano, dall’accorpamento dei tre Centri di Studio del CNR sulle Cause di Deperimento e Metodi di Conservazione delle Opere d’Arte (1970).

Nello stesso anno, viene costituito l’Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico (ISCIMA), dalla fusione dell’Istituto per l’archeologia etrusco-italica (1970), con sede a Roma e con l’Istituto per la civiltà fenicia e punica (1982), con sede a Montelibretti.

Il 2001 vede anche la costituzione dell’Istituto di Studi sulle Civiltà dell’Egeo e del Vicino Oriente (ICEVO) grazie all’eredità delle attività del Centro di Studi Micenei ed Egeo-Anatolici, fondato nel 1968.

Lo stesso anno, nasce l’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (IBAM), dall’accorpamento del Centro di Studio sull’archeologia greca presso l’Università di Catania (1984), dell’Istituto per la conservazione delle opere monumentali di Lecce (1988) e dell’Istituto internazionale di studi federiciani di Potenza (1988).

2006
2006

Heritage Science: un ponte tra due culture

Heritage Science: un ponte tra due culture

La ricerca scientifica sul patrimonio culturale si arricchisce sempre di più di nuove contaminazioni e connessioni con i diversi saperi della conoscenza. Si fa sempre più spazio il concetto di Heritage Science. Usato per la prima volta dallo Science and Technology Committee della UK House of Lords nel 2006, l’Heritage Science è un ambito di studi multi- e interdisciplinari che gettato un ponte tra le cosiddette “due culture”, quella scientifica e quella umanistica, dimostrandosi fertile di ricadute conoscitive, culturali e anche economiche.

 

2013
2013

Un’altra fase di riforma degli Istituti del CNR

Un’altra fase di riforma degli Istituti del CNR

Con una successiva fase di riforma del CNR, nasce a Montelibretti, l’Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico (ISMA) dalla fusione dell’Istituto di Studi sulle Civiltà Italiche e del Mediterraneo Antico (ISCIMA) e dell’Istituto di Studi sulle Civiltà dell’Egeo e del Vicino Oriente (ICEVO), entrambi nati nel 2001.

2019
2019

Nasce l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale

Nasce l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale

Dalla fusione e trasformazione dell’Istituto per le Tecnologie Applicate ai Beni Culturali (ITABC), dell’Istituto per la Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali (ICVBC), dell’Istituto per i Beni Archeologici e Monumentali (IBAM) e dell’Istituto di Studi sul Mediterraneo Antico (ISMA), i quattro Istituti del Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale (DSU) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), specializzati nel settore dei beni culturali, il primi ottobre 2019 nasce un unico nuovo istituto per rispondere alle sfide poste dall’Heritage Science, punto di riferimento per la comunità scientifica nazionale, europea e internazionale: l’Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale (ISPC).