GIORNATA DI STUDI
Archeologia in Dialogo: Nord Africa e Asia Occidentale come Laboratori di Pace
4 maggio 2026
Roma, CNR Sede centrale, Sala Marconi
Una giornata di studio per riflettere sul ruolo dell’archeologia come pratica attiva di dialogo e cooperazione nei contesti contemporanei segnati da crisi e conflitti.

In un presente segnato da guerre, distruzioni e fratture sempre più profonde, quale può essere il ruolo dell’archeologia e in che misura essa può contribuire alla costruzione della pace? A queste domande intende provare a rispondere la giornata di studi “Archeologia in Dialogo: Nord Africa e Asia Occidentale come Laboratori di Pace”, promossa dal CNR ISPC in collaborazione con il Laboratorio Scienza e Dialogo per la Pace del DSU CNR, l’ISMEO e il Dottorato PasapMed dell’Università di Bari.
L’iniziativa si fonda su una convinzione chiara e urgente: l’archeologia non è soltanto studio del passato, ma una pratica capace di generare dialogo anche nei contesti più fragili e complessi del presente.
In Nord Africa e in Asia occidentale (che un tempo si chiamava, con approccio coloniale, Medio Oriente), territori segnati da conflitti ma anche da straordinarie stratificazioni culturali, la ricerca archeologica si configura come uno spazio privilegiato di incontro e cooperazione. Le attività sul campo, anche in condizioni difficili o instabili, diventano veri e propri laboratori di pace, in grado di costruire relazioni di fiducia, mantenere canali di comunicazione aperti e produrre conoscenza condivisa, opponendosi a logiche di isolamento, frammentazione e distruzione. Attraverso la tutela del patrimonio culturale, la collaborazione scientifica internazionale e la formazione congiunta, l’archeologia assume così il ruolo di una forma attiva di diplomazia culturale, contribuendo alla conservazione della memoria, al rafforzamento delle comunità locali e alla promozione di responsabilità condivise nella gestione del patrimonio.
La giornata si articolerà in sei interventi dedicati a esperienze di ricerca in Egitto, Etiopia, Kurdistan iracheno, Libano, Libia, Palestina e Sudan, presentate come pratiche concrete di dialogo e cooperazione. A conclusione è prevista una tavola rotonda dedicata alle missioni archeologiche italiane in Iran e alla condizione del patrimonio culturale nel contesto attuale, con l’obiettivo di aprire una riflessione sulle sfide più urgenti e sul ruolo della comunità scientifica.
Questo incontro rappresenta il primo appuntamento di una serie dedicata al tema dell’archeologia come strumento di diplomazia culturale e di costruzione della pace nelle regioni tra Africa e Asia, con l’obiettivo di promuovere un confronto continuativo su esperienze, metodologie e prospettive di ricerca in contesti fragili e complessi.
In un tempo in cui la guerra cancella memoria e identità, l’archeologia si afferma come un atto di resistenza civile: custodire il passato per rendere possibile il futuro, trasformando la conoscenza in uno strumento attivo di dialogo e di pace.
Sarà possibile partecipare anche online richiedendo il link all’indirizzo e-mial: archeologia.e.pace@gmail.com
Coordinamento scientifico
Giulio Lucarini (CNR ISPC, Roma) e Tatiana Pedrazzi (CNR ISPC, Milano).
Segreteria organizzativa
Adele Di Rosa, Università degli Studi di Napoli L’Orientale
Alfonsina Pagano, CNR ISPC, Napoli








