WORKSHOP

La gestione dei dati archeologici in Sicilia. Soprintendenze a confronto tra sistema regionale e piattaforma nazionale

19 giugno 2026 | ore 10:00-17:00

Catania, Biblioteche Riunite Civica e Antonio Ursino Recupero, Refettorio piccolo, via Biblioteca 13

La Scuola di Specializzazione in beni archeologici dell’Università di Catania, la cattedra di Metodologia della ricerca archeologica e l’Istituto di Scienze del patrimonio culturale del CNR, organizzano un workshop operativo invitando, a Catania, tutti i dieci Soprintendenti ai beni culturali della Regione siciliana.

L’archeologia oggi è investita da un processo di cambiamento che non riguarda solamente obiettivi e metodi della disciplina, ma tocca anche il valore che i risultati raggiunti possono avere nei processi di salvaguardia e valorizzazione dei territori e nella produzione di nuova conoscenza storica, fino ad esercitare un ruolo sociale nei confronti dell’intera collettività.

La crescita esponenziale dei dati prodotti dalle attività di ricerca e scavo (programmato o d’emergenza), richiede precise strategie di archiviazione e di gestione fondate su un consapevole processo di standardizzazione ed informatizzazione necessario affinché i dati prodotti, insieme ai legacy data risalenti ad un passato più o meno recente, possano realmente tradursi in una nuova conoscenza e in una pianificazione territoriale più efficace. L’archeologia preventiva e la normativa più recente richiedono precisi passaggi e processi gestionali che hanno oggi bisogno di una visione d’insieme.

Il Ministero della Cultura con l’Istituto Centrale per l’Archeologia (ICA) che gestisce il Geoportale Nazionale per l’Archeologia, hanno compiuto notevoli sforzi verso la creazione di un modello di gestione integrata dei dati. La Regione siciliana, in virtù dell’autonomia di cui gode, rappresenta al momento un’eccezione rispetto al quadro nazionale, sia per i processi di creazione e standardizzazione del dato, che per la gestione centralizzata a cui tutte le dieci Soprintendenze competenti sono oggi chiamate a dare il loro contributo sotto l’egida del CRICD.

L’iniziativa promossa dagli istituti organizzatori è rivolta ai vertici delle dieci Soprintendenze siciliane, nonché alla direzione del Centro Regionale per l’Inventario, la Catalogazione e la Documentazione grafica, fotografica, aerofotogrammetrica, audiovisiva, e vuol essere occasione di confronto e condivisione attraverso brevi interventi focalizzati sulle strategie e sulle modalità di gestione dei dati storico-archeologici che ciascuna Soprintendenza mette in atto.

L’obiettivo degli organizzatori è quello di facilitare il dialogo con il sistema nazionale promosso dall’ICA aprendo, in tal modo, la strada ad un’interazione virtuosa che ottimizzi i processi e trasmetta a tutti i fruitori, inclusa la comunità scientifica che opera nel campo della formazione e della ricerca, una visione globale del dato archeologico necessario per ogni ricostruzione storica che vuol dirsi unitaria.

L’invito al workshop è dunque rivolto ai dieci Soprintendenti della Sicilia (o loro delegati), al direttore del CRID affinché partecipino all’incontro presentando all’uditorio modalità, strategie e metodologie utilizzate nella gestione dei dati delle indagini archeologiche condotte nei territori di competenza.

All’incontro sono stati invitati, con interventi, l’Assessore dei Beni Culturali della Regione Siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, il Dirigente generale del Dipartimento beni culturali della Regione siciliana, Mario La  Rocca, il Capo Dipartimento per la Tutela del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura, Luigi La Rocca, Il Capo di Gabinetto del Ministero della Cultura, Valentina Gemignani, la Dirigente del Servizio II Scavi e tutela del patrimonio archeologico, Teresa Elena Cinquantaquattro e la Direttrice dell’Istituto Centrale per l’Archeologia del MiC, Mirella Serlorenzi.

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