Arte e hi-tech: alla Brancacci il monitoraggio intelligente in un progetto pilota
Un’iniziativa che analizza microclima e flussi di visitatori per la tutela sostenibile del capolavoro fiorentino

Tutelare un capolavoro del Rinascimento e garantire la conservazione nel tempo, senza limitarne la fruizione: è questa la sfida che guida il nuovo progetto tecnologico dedicato al Museo Civico Cappella Brancacci, a Firenze, custode degli affreschi di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi.
Nell’ambito del progetto AccesS “Enhancing Accessibility and Sustainability in Smart Cities and Smart Buildings: The Universal Accessibility Suite Initiative”, di cui il Comune di Firenze è partner, è stata realizzata una sperimentazione pilota con il supporto tecnico-scientifico del CNR – Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale, il contributo tecnologico-operativo di Axians Italia e in collaborazione con la Soprintendenza di Firenze.
La Cappella si dota così di un sistema avanzato di monitoraggio per la conservazione preventiva, inserito in una visione contemporanea della tutela del patrimonio. L’intervento si ispira ai più elevati standard internazionali e conferma il ruolo dell’innovazione tecnologica come alleata fondamentale nella salvaguardia e trasmissione dei beni culturali alle generazioni future. La novità è un sistema integrato di monitoraggio ambientale e dei flussi di visitatori. Nella Cappella vengono analizzati simultaneamente i parametri microclimatici e la presenza del pubblico, elementi che incidono direttamente sulla conservazione degli affreschi. Sensori ambientali rilevano temperatura, umidità, qualità dell’aria e livelli di anidride carbonica, mentre sistemi dedicati conteggiano in modo anonimo il numero di visitatori e il tempo di permanenza. L’integrazione dei dati permette di comprendere in modo puntuale l’impatto della fruizione sulle condizioni interne e di definire modalità di accesso compatibili con una conservazione sostenibile nel lungo periodo. Il sistema è progettato per essere discreto e non invasivo: utilizza dispositivi di piccole dimensioni, completamente wireless, che si integrano con rispetto nello spazio monumentale.
I dati raccolti confluiscono nella piattaforma digitale Xsona, sviluppata da Axians Italia, che li restituisce a supporto delle decisioni legate alla tutela. La piattaforma è inoltre pensata per evolversi verso analisi sempre più sofisticate, capaci di correlare con precisione la presenza del pubblico alle variazioni microclimatiche: un approccio ancora poco diffuso in Italia in contesti monumentali di questa importanza.
“La salvaguardia del patrimonio richiede un approccio interdisciplinare e le tecnologie ICT possono svolgere un ruolo fondamentale nel facilitarne l’integrazione. Oggi, grazie all’avanzamento tecnologico e alla miniaturizzazione di sistemi e dispositivi, è possibile arricchire il quadro conoscitivo attraverso la rilevazione di grandezze fisiche e chimiche mediante sensori ad hoc, minimamente invasivi. Questi strumenti consentono di completare il quadro diagnostico con un monitoraggio continuo dello stato di conservazione: è il paradigma sperimentato presso il sito pilota della Cappella Brancacci.”
Dichiara Cristiano Riminesi, Primo Ricercatore CNR ISPC
L’iniziativa sulla Cappella Brancacci si conferma così un progetto pilota replicabile in altri siti di interesse storico-culturale, dimostrando che la bellezza del passato può convivere con le sfide del turismo contemporaneo attraverso una gestione sostenibile.








