Il progetto ViCaM a Vinitaly 2026: la biodiversità culturale viticola come patrimonio condiviso

Il CNR ISPC ha partecipato a Vinitaly 2026 con il progetto di ricerca ViCaM – Vite e vino dal Campo ai Musei. Le due Culture in un bicchiere, finanziato dalla Regione Basilicata nell’ambito del Fondo Sviluppo e Coesione, portando all’attenzione del pubblico e degli operatori del settore un approccio innovativo orientato alla valorizzazione del territorio lucano attraverso il patrimonio vitivinicolo.

La presenza del CNR ISPC a Vinitaly si è articolata in tre momenti chiave, che hanno raccontato la ricerca come strumento di conoscenza, tutela e narrazione della biodiversità culturale viticola, intesa come matrice di un più ampio patrimonio culturale materiale e immateriale.

12 aprile 2026 | Il riconoscimento alla ricerca

La partecipazione del CNR ISPC a Vinitaly 2026 si è aperta sabato 12 aprile con un momento di particolare rilievo istituzionale: il conferimento, per la Regione Basilicata, del titolo di “Benemerito della Viticoltura Italiana” (Medaglia di Cangrande – Premio Angelo Betti) a Stefano Del Lungo ricercatore del CNR ISPC della sede di Potenza e responsabile scientifico del progetto ViCaM.

Il premio è stato consegnato con la seguente motivazione: “Per aver saputo attraverso l’archeologia valorizzare il Patrimonio Culturale viticolo dei territori e trasformare il sapere dei viticoltori in una narrazione viva, restituendo alla Basilicata la consapevolezza profonda delle proprie radici enoiche, con una ricerca rigorosa e instancabile, condotta con la precisione dello scienziato e la passione del custode della memoria. Il Dott. Del Lungo ha riportato alla luce il legame ancestrale tra l’uomo e la vite in quella che fù l’antica Enotria e il fulcro del Terzo Centro di conoscenza, domesticazione e selezione della vite nella sua storia plurimillenaria dal Caucaso al cuore dell’Europa, fornendo ai produttori lucani un bagaglio di autorevolezza scientifica fondamentale per costruire una moderna strategia di valorizzazione e dare a tutti motivo di orgoglio verso la propria terra e le sue potenzialità di crescita”.

Il riconoscimento ha valorizzato il contributo scientifico maturato negli anni sul tema della biodiversità culturale viticola e il lavoro svolto in stretta collaborazione con aziende, consorzi e comunità locali per la riscoperta dei terroir, la difesa del patrimonio culturale del vino e il sostegno al rilancio economico delle aree interne.

14 aprile 2026 | Un viaggio culturale tra vino, territorio e tecnologie immersive

Il primo evento pubblico del progetto ViCaM si è svolto martedì 14 aprile presso il Padiglione Basilicata, con l’incontro “Sulle tracce del vino in Basilicata: viaggio culturale e immersivo tra cantine, territorio e tecnologia 360°”.

Nel corso dell’incontro, Maria Pina Garaguso, Annarita Sannazzaro e Stefano Del Lungo (CNR ISPC) hanno dialogato con Francesco Pisani (Consorzio Terre dell’Alta Val d’Agri) e Angelo Bancivenga (Fondazione Eni Enrico Mattei), offrendo una lettura integrata del patrimonio vitivinicolo lucano, tra ricerca scientifica, paesaggio e innovazione.
L’evento, introdotto e moderato da Peppone Calabrese e Bianca Luna Santoro, ha rappresentato anche l’occasione per presentare in anteprima il volume Sulle tracce del vino in Basilicata. Taccuino e mappa enoturistici per itinerari tra borghi, vigneti, siti e musei archeologici, a cura di Maria Pina Garaguso e Annarita Sannazzaro (CNR ISPC).

15 aprile 2026 | Ricerca ed enoturismo in dialogo

La partecipazione del progetto ViCaM è proseguita mercoledì 15 aprile sempre presso il Padiglione Basilicata, con la presentazione del contributo “Sorsi di Basilicata. Dal Taccuino dell’Enoturismo (progetto ViCaM)”.

In un dialogo tra Stefano Del Lungo e Rocco Catalano, Presidente di Slow Food Potenza, sono stati approfonditi i temi dell’enoturismo come esperienza culturale e strumento di valorizzazione sostenibile delle comunità e dei territori. L’incontro è stato condotto da Peppone Calabrese.

Nel suo insieme, la presenza del CNR ISPC a Vinitaly 2026 ha rappresentato un’importante occasione di confronto con il settore vitivinicolo nazionale, permettendo di condividere i risultati della ricerca e promuovere modelli integrati di valorizzazione del patrimonio culturale e produttivo, basati sul dialogo tra ricerca scientifica, territorio e innovazione.